Architettura |
Restauro Palazzo Rossi
Via Scalzi, Verona
Restauro Palazzo Rossi
Via Scalzi, Verona
Committente: Piccole Serve del S. Cuore di Gesù per gli ammalati poveri
Inizio lavori: 2009
Fine lavori: 2015
Impianti: Ingea Srl
Sicurezza: ing. Sandri
Descrizione
L’immobile, chiamato Palazzo Rossi, viene citato in varie pubblicazioni, ad esempio in “Case e palazzi di Verona” di Federico Dal Forno del 1973 dove troviamo scritto: “l’immobile costruito nella seconda metà del settecento su progetto di Pietro Ceroni, marito della pittrice Maria Suppiotti: la parte terrena, a bugnato, presenta un elegante portale centrale. Al piano primo si apre un balcone; paraste con capitelli ionici inquadrano finestroni sormontati da un timpano ad arco ribassato.”
Il fabbricato viene anche menzionato anche da Giovanni Battista da Persico nel suo “Descrizione di Verona e della sua provincia” edito nel 1821: “ ...ripresa la Via degli Scalzi, di là dal nuovo Palazzino Dè Rossi n° 3340, bella architettura d’ordine ionico di Pietro Ceroni...”
La facciata principale, prospiciente su Via Scalzi, ha caratteristiche di pregio e presenta al piano terra, il tipico rivestimento in pietra fino all’altezza di circa 1 metro, prosegue poi, fino all’altezza dell’intradosso del primo solaio il rivestimento in tufo bugnato, dal quale spicca un ordine di colonne ioniche a sostegno del coronamento di gronda.
Al centro della facciata, sopra il portone d’ingresso, si apre un balcone. I “finestroni” al piano nobile sono sormontati da archi ribassati.
Il palazzo presenta interesse culturale ai sensi dell’art.10, comma 1 del Dlgs n.42/2004, in quanto costituisce un documento significativo nell’ambito dell’architettura settecentesca veronese attestante l’attività di Pietro Ceroni, costituendo un unicum in quanto l’architetto ha lasciato poche opere che sono dislocate soprattutto in provincia.
